Chemioterapia: davvero così brutta?

La parola “chemioterapia” fa sempre una grande paura in tutti noi, in quanto richiama storie solitamente molto brutte che hanno toccato più o meno da vicino quasi tutti. Eppure la chemioterapia nel cane è incredibilmente efficace e ben tollerata per certi tipi di neoplasie, ed è dunque una opzione da tenere in seria considerazione, senza pregiudizi o timori. La simpatica Jenny nella foto, oltre a essere uno dei cani più adoranti il veterinario che io conosca, sembrava molto grave soltanto poche settimane fa: una massa grande almeno 15 centimetri a livello della mammella inguinale aveva causato deficit di circolo e fatto gonfiare come un pallone la zampa posteriore sinistra, inoltre avevano cominciato a ingrossarsi enormemente anche i linfonodi del collo. La voglia di vivere e reagire non mancava, e dunque abbiamo proceduto con l’asportazione di un linfonodo per farlo analizzare, sperando che nel frattempo le terapie di supporto la mantenessero in buone condizioni. Appena preso il cortisone, per fortuna, le condizioni si sono stabilizzate, e Jenny ha ricominciato a mangiare e ad essere più attiva; così, quando è arrivato il referto di laboratorio, con la diagnosi di linfoma, abbiamo potuto iniziare un protocollo di chemioterapia. Infatti, tra tutti i tumori più comuni nel cane, il linfoma è uno di quelli che meglio rispondono ai protocolli “standard” di chemioterapia, cioè quelli disponibili a costi più che ragionevoli, con farmaci più facili da trovare, e senza bisogno di strutture specialistiche e monitoraggio costante. Nella foto stavamo procedendo alla terza iniezione endovenosa di Vincristina, il farmaco principale del nostro protocollo, e la buona notizia è che dopo solo due somministrazioni (quindi due settimane di trattamento) praticamente ogni massa è sparita, e a vederla oggi sembra una cagnolina perfettamente sana. Capita relativamente spesso, in caso di linfoma, di avere una remissione completa o quasi completa dei sintomi, il che non equivale a una guarigione, ma è decisamente un fattore prognostico molto positivo, in quanto spesso associato a periodi molto lunghi (si parla di anni, nei casi più fortunati) di remissione dei sintomi e a un significativo allungamento della durata della vita. Il tutto senza quasi effetti collaterali duraturi: a volte in concomitanza delle prime somministrazioni i cani sono un po' mogi, sono farmaci piuttosto istolesivi se una minima parte va fuori dalla vena (ma un veterinario responsabile sa benissimo come evitarlo), ma non è comune avere problemi seri con questi protocolli; certamente non bisogna scordare, essendo farmaci citotossici, di essere molto cauti nelle 24 ore successive all’inoculo nel maneggiare le deiezioni del cane (feci ma soprattutto urine, visto che possono essere decisamente contaminate dal farmaco), così come di maneggiare con i guanti le capsule che vanno somministrate al cane nei giorni successivi: stiamo parlando di farmaci potenzialmente pericolosi per la nostra salute, e dunque la prudenza è sempre d’obbligo.
Come tutte le cose, la chemioterapia non va né demonizzata né temuta, ma usata responsabilmente può garantire grandi risultati sui nostri animali, e con un rapporto costo/rischio-beneficio assolutamente sbilanciato in favore di quest’ultimo; va però sottolineata la necessità di una collaborazione piena e totale del proprietario, che per la natura di questo tipo di terapie deve essere partecipe e perfettamente informato, visto che dovrà sia gestire l’animale dopo le somministrazioni dal veterinario, sia gestire le terapie a casa nella maniera migliore e meno rischiosa.
Una grande vittoria per Jenny, che ora è tornata la cagnolina allegra e giocherellona di sempre, con grande gioia mia dei proprietari.

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